Artista del.mese - MARIELLA STIRPE
Artista del mese- MARIELLA STIRPE
Focus: Sensibilità, introspezione, contenuti metaforici, stile polimaterico.
L'artista del mese di gennaio è la bravissima Mariella Stirpe. Le sue opere sono contraddistinte da un linguaggio stilistico particolarmente intenso ed evocativo, che prende forza ed incisività anche dalla tecnica adottata, la quale prevede l'utilizzo di più materiali in modo che emergano delle composizioni in cui lo spirito utilizza la pragmatica consistenza degli elementi empirici per dominarli,affinché la luce del sentimento prevalga sulla prosaicità degli oggetti e li possa subimare, tramite l'utilizzo di accostamenti simbolici e metaforici. Una ricerca continua, quella di Mariella Stirpe, un costante bisogno di esternare sentimenti, riflessioni e inquietudini esistenziali che sfocia in una struggente passione per l'arte intesa come capacità profonda di comunicare i frammenti del proprio mondo interiore. Un' urgenza che a tratti diviene mistica e spirituale, proprio perché attinge dal bisogno profondo dell'uomo di andare oltre la sua condizione vile e umile di inadeguatezza e fragilità. Solo l'espressione artististica può essere il veicolo che innalza l'uomo, rendendolo capace di un dialogo superiore con il divino. Le opere di Mariella Stirpe sono appelli accorati, talora dai toni sommessi, talora riscaldati da un' intensità struggente, ma sempre dominati da una riflessione esistenziale dai toni quasi filosofici che sgorga dal petto con la spontaneità di una preghiera, un tentativo di comunicare con un'entità superiore che, nonostante tutto, deve pur ascoltare i nostri turbamenti e le nostre grida, affinché la potenza emotiva delle nostre sofferenze possa raggiungere il cuore delle altre persone muovendo le corde dei loro animi e scoprendo l'affinità di un sentimento comune. In Vittoria sulla morte l'accostamento di materiali umili ad altri più pregiati dà vita a delle forme in movimento che alludono alla presenza di Dio,dove la figura del Cristo, pur vincendo la morte e purificandoci dai nostri peccati, è ancora immersa nel buio e nell'incertezza delle tenebre, come le epifanie che interrompono brevemente l'oscurità nella poetica di Bergman, lampi sporadici che squarciano l'oscurità senza riuscire a rassicurare completamente l'uomo. Tuttavia il bagliore spirituale dei toni argentati è talmente intenso da fugare ogni dubbio: il Signore è l'unico faro nell'oscurità della notte, la sola nostra salvezza . In Fiat voluntas dei ritroviamo più ampiamente questo concetto appena accennato nell' opera precedente. La volontà di Dio, pura e incontaminata, alla fine riesce a irrompere nella confusa miseria dell' umanità, un'umanità simboleggiata da pezzi di stoffa bruciata inondati dalla luce abbagliante e ieratica. della foglia d'oro. L'uomo senza Dio è abbandonato alla scomposta confusione di un'anima frammentata e stanca, il cui sguardo interiore stenta a mettere a fuoco la realtà senza l'intervento divino. La consapevolezza della propria fragilità, che risiede appunto nel palpito appena accennato di quegli sguardi mancati, di quei brandelli di stoffa rotta e bruciata, trova conforto nel compimento della volontà divina. Un conforto che non è rassegnazione, ma fiducia e speranza nella redenzione, in un assemblamento stilistico di materiali che sembrano indicare geograficamente un'isola di salvezza in un mare di disperazione. In frammenti d'uomo 2 l'essere umano, spoglio della protezione divina, è rappresentato attraverso l' esposizione apparentemente prosaica delle sue radiografie. Eppure anche qui Mariella riesce a farci cogliere la struggente aspirazione dell'essere umano a una condizione migliore, il suo bisogno straziante di essere quantomeno compreso nella sua fragilità, accostando alla fredda superficie diagnostica della riproduzione delle ossa le radiografie dell'anima, attraverso frammenti di sguardi e processioni di corpi anonimi che riservano la loro unicità ad una disperata preghiera. Tanti tasselli di disperazione e di speranza che tracciano l'identità di un essere umano che cerca di comunicare il proprio sentire oltrepassando il vuoto della solitudine e della sofferenza.



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